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   associazione culturale

MA IL GENDER NON ESISTE!


Indottrinamento sessuale per bambini al tempo del coronavirus.

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Torno a parlare di gender e di ipersessualizzazione infantile dopo la lettura di un articolo dell’ 8 maggio 2020 di Jach Montgomery su breitbart.com, dopo aver ascoltato un podcasts della professoressa Brambilla su rediomarialibera.org e dopo aver saputo del caos che ha suscitato la petizione #StopLgbtInDisney.
Queste le mie fonti di ispirazione.
Apro questa mia considerazione, con chi avrà voglia di continuare a leggere, con una buona notizia! Strano, direte voi, in pieno coronavirus di buono c’è ben poco.
Grazie alle pressioni legali del Christian Institute a fine marzo 2020 il programma All Abaut Me è stato ritirato dalla Contea del Warwickshire con effetto immediato, dalle 200 scuole elementari inglesi dove era stato adottato per l’educazione alle relazioni.
Il programma prevedeva tre lezioni essenziali di educazione sessuale, con incoraggiamento alla pratica della masturbazione per bambini di 6 anni e per i più grandicelli del 5 anno la visione di immagini esplicite riguardanti gli atti sessuali. Tutto ciò senza la possibilità da parte dei genitori di ritirare i propri figli dal programma educativo.
Nel materiale dato agli insegnanti anche una guida su come incoraggiare i bambini al transgendarismo, facendo loro credere che il genere non è determinato biologicamente ma dipende dal sentire personale.
Qualcuno ora potrebbe pensare che non è questione rilevante per noi che siamo in Italia, che nella nostra “buona scuola” italiana “certe cose” non succedono! E invece no, perché la legge 197/2015 Riforma della”Buona scuola” fa riferimento, per l’attuazione della educazione di genere, alle normative europee e alle linee guida dell’OMS.
Il programma All Abaut Me rientra nei canoni della “Sexuality education matrix” contenuta nel documento redatto da WHO Regional Office for Europe and Federal Centre for Health Education (BZgA) che si attiene alle linee guida dell’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS), intitolato 'Norme per l'Educazione Sessuale in Europa'.
Divisi in fascia di età a partire dai 0-4 anni, secondo la “Sexuality educatio matrix” i bambini devono essere informati sul divertimento e piacere quando si tocca il loro corpo. Quindi si inizia con la masturbazione della prima infanzia, fino ad arrivare al “diritto” di esplorare le identità di genere. Si raccomanda che ai bambini di età compresa tra 4 e 6 anni vengano fornite informazioni sulle "relazioni tra persone dello stesso sesso" e sulle "abilità" per "consolidare la loro identità di genere"; che ai bambini di età compresa tra 6 e 9 anni siano fornite informazioni su "l'influenza positiva della sessualità sulla salute e sul benessere"; e per la fascia di età compresa tra 9 e 12 anni siano date informazioni sulla "prima esperienza sessuale" e sull'orientamento al genere, nonché sulle "abilità", per "consentire ai bambini di prendere una decisione consapevole di fare esperienze sessuali o meno".
Genitori aprite gli occhi sui progetti scolastici, che con il pretesto di educare alla uguaglianza e al rispetto per tutti, promuovono l’equiparazione di ogni orientamento sessuale, di ogni tipo di famiglia, la normalizzazione della transessualità e del transgenderismo, la decostruzione del maschile e femminile, la pedofilia come orientamento sessuale.
Insomma si vuole tendere a far crescere una generazione che non ostacoli il sesso libero, ma lo consideri una necessità, una condizione per essere felice.
Oltre ai programmi scolastici di indottrinamento, come se non bastasse, ci sono dei libretti che, sulle bancarelle o in libreria si possono trovare, tra libri per bambini e ragazzi, con illustrazioni variopinte, allettanti, colorate, studiate per non indurre a “pensare male”, che esplicitano le idee dell’OMS.
Si spaccia un male per un bene, spesso con l’ausilio di genitori “distratti” o contenti di non dover affrontare direttamente il tema della sessualità. Eppure si tratta di un argomento che viola l’intimità di un bambino e che se trattato in modo inadeguato può provocare conseguenze psicologiche serie.
Nella sua rubrica la professoressa Giorgia Brambilla parla di sessualità “ridicolizzata” da un libricino edito dalla Mondatori dal titolo “Tutto quello che non ha mai osato chiedere ai tuoi genitori, ai professori, figuriamoci agli amici” ovvero una guida di educazione sessuale. Rivolto ai bambini con immagini che imbarazzano, con racconti che inducono all’incesto, con un dualismo cuore – corpo senza riferimento alla persona nel suo insieme, con un appiattimento dell’uomo ad animale, con termini che si vogliono far passare per scientifici ma errati, con nessun riguardo alla affettività.
E ancora c’è chi dice che il gender non esiste!
Anche la Disney con i suoi cartoni animati, che hanno accompagnato generazioni di bambini nelle fasi di crescita con avventure fantastiche, personaggi divertenti, principesse e principi, provocando emozioni disparate, oggi è diventata veicolo di propaganda LGBT attraverso i suoi prodotti e trasformando i parchi divertimento in parchi a tema “gay friendly”. Il suo ultimo cartone animato Onward, in cui è stato introdotto un personaggio LGBT, non ha riscosso molto successo nei paesi dove è riuscito ad uscire. La scusa dell’insuccesso si fa ricadere sulla pandemia che stiamo vivendo, ma forse c’è da considerare che molte famiglie cominciano ad essere in disappunto sui contenuti ideologici, preferendo per i loro figli cartoni con storie adatte a bambini, che li divertano, senza confonderli.
Non lasciamo che la paura della pandemia da coronavirus annebbi totalmente Ie menti, continuiamo a dire senza stancarci che ogni persona va rispettata, che esiste una realtà biologica che non può essere modificata dalle parole o da ciò che ‘si prova’, che la sessualità umana non è una funzione, un mero atto, ma una dimensione costitutiva della persona fatta di corpo e anima.
Non riconoscere l’esistenza della verità oggettiva non rende libera la persona, ma permette solo il riconoscimento di comportamenti arbitrari, che spingono la società nel caos del soggettivismo, con conseguenze molto pericolose.

 

Germana Biagioni
14 maggio 2020

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