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INVITO ALLA LETTURA

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1984 Di George Orwell

 

 

Il libro che vi invito a leggere è del genere definito distopico, ovvero la rappresentazione di una realtà immaginaria ma prevedibile, in questo caso il presagio di una società espressione di una coscienza collettiva che vuole sovrastare e cancellare quelle di ogni singolo individuo.


La scelta è stata voluta, e non perché desidero privarvi di speranza, ma semplicemente invitarvi ad aprire gli occhi sulla realtà che stiamo vivendo, perché a volte ho come la sensazione di un assopimento della ragione individuale e una assuefazione alle condizioni limitanti cui siamo posti a causa della pandemia.
L’autore George Orwell, il cui vero nome è Eric Arthur Blaire, scrisse questo libro nel 1948, collocando la narrazione in un futuro non lontanissimo, solo 36 anni dopo la stesura definitiva, consapevole che il futuro fosse già una realtà presente nella società degli anni Cinquanta, oggi la possiamo definire una disamina politica e sociologica del nostro tempo.


La storia si svolge in una Londra capitale della Oceania, uno dei tre superstati in cui è diviso il mondo, in guerra tra loro.
Il Grande Fratello governa senza leggi scritte ma con i suoi occhi, telecamere che spiano nelle case, negli uffici, nelle strade, controllando anima, cuore, pensiero di ogni individuo. Pretende una obbedienza assoluta. Apparentemente tutto è permesso, nulla è proibito. Tranne pensare, amare, divertirsi. Si vive condividendo i dettami del Grande Fratello che, con l’aiuto della Psicopolizia, tutto controlla e tiene in ‘ordine’.
L’apparato governativo è diviso in quattro ministeri: della Verità (che si occupa di informazione), della Pace (che si occupa di guerra), dell’Amore (che si occupa di ordine pubblico), dell’Abbondanza (per gli affari economici). Ovunque si trova per iscritto lo slogan del Partito: LA GUERRA E’ PACE, LA LIBERTA’ E’ SCHIAVITU’, L’IGNORANZA E’ FORZA.


Non vi fa pensare a qualcosa di molto attuale e reale?


Sullo sfondo così delineato solo Winstor Smith e Jiulia provano a lottare per ritrovare in se stessi i colori di una umanità spenta, privata anche delle sfumature di un linguaggio che contratto, usa solo termini ‘socialmente accettabili’ per non indurre ad una capacità di giudizio personale.


Oggi noi usiamo il linguaggio ‘politicamente corretto’, e questo spaventa un po'!


Privati anche di una memoria storica e personale, indotti ad accettare come esatte questioni contraddittorie, perché se il Partito lo desidera “2 + 2 è matematicamente 5”, i due personaggi scoprono di avere desideri, di provare sentimenti personali non indotti dal Grande Fratello. Così ognuno a modo suo prova a godere di alcuni “brandelli di libertà”.


“Quella stanza era un mondo a parte, un piccolo territorio appartenente al passato, nel quale potevano muoversi come animali oramai estinti ….”


E ora fatevi coinvolgere da una storia che vi porterà a considerare un vero tesoro il libero arbitrio, il libero pensiero, la libertà di provare emozioni.
Buona lettura!

 

Germana Biagioni
5 maggio 2020

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